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Divenire Dio. La teologia giovannea del maestro gnostico by Daniele Bertini

By Daniele Bertini

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Pp. 25-35. Cfr. 1; 3 Cfr. , pp. 46-47. 4 C f r . Y . J a n s s e n s , L ’ é p i s o d e d e l a S a m a r i t a i n e c h e z H é r ac lé o n , « S ac r a P ag i n a » , L X X V I I , 1 1 2 43 cleone non presupponga nel suo testo una dimensione pleromatica come contesto delle sue dottrine relative alla salvezza perché non formula alla lettera il mito trasmesso da Ireneo (un’allusione a una trascendenza del genere ricorre pressoché in tutti i passi, a partire dagli stessi primi due frammenti), ma trovo anche scarsamente rispondente con le indicazioni fornite dai frammenti dichiarare che le Annotazioni sarebbero redatte entro l’orizzonte concettuale della dottrina gnostica del cosmo; perché una simile dimensione dell’interesse di Eracleone pare invece decisamente marginale, quando non del tutto assente, nel procedere dell’esegesi.

Bianchi, Le problème des origines du gnosticisme et l’histoire des religion, «Numen», XII, 3 (1965), pp. Aland (a cura di), Gnosis. Aland (a cura di), Gnosis. cit. 1 33 Questo modo di trattare la materia, indipendentemente dai vantaggi generali comuni a ogni operazione di tipo sintetico, evidentemente volta a cogliere l’essenziale di un determinato fenomeno, ha inoltre l’indubbio pregio di intendere la gnosi nel tentativo di gettare luce sulla dimensione esistenziale dello gnostico. Se così mi posso esprimere: privilegiare la questione personale dell’esperienza spirituale come chiave di comprensione dei fenomeni teologico-religiosi offre l’apertura di uno scenario intellettuale che non sembra innervato nelle esigenze dello studioso, per lo più scientifico-professionali, di costruire orizzonti esplicativi astratti, quanto piuttosto nella manifestazione, che si dà nell’immediatezza delle ansie speculative, di una possibilità di co-esperire, e dunque comprendere, nel senso pieno del termine.

Pp. 256 e seguenti. 17 18 49 testi origeniani, da una precomprensione ermeneutica di carattere proto-ortodosso. Ne risulterebbe che il Logos debba essere inteso a partire da un suo duplice impegno ontologico: al livello spirituale del Pleroma la sizigia Logos-Zoè costituisce il dominio di sussistenza degli uomini divini, oi pneumatikoi, nella misura in cui il processo di acquisizione d’essere coincide con la vivificazione nella sussistenza della sizigia; al livello del mondano il Logos, progetto originario intenzionante l’attività del Demiurgo, operando invece con minor coinvolgimento, demanda all’esterno l’attività creativa, così che il rapporto del creato rispetto alla propria sussistenza si configura come parzialmente autonomo dal suo essere19.

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